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Equazioni di Grado Superiore: Teoria, Metodi di Risoluzione e Scomposizione

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By Pimath, 12 May, 2026

Un'equazione di grado superiore è un'equazione polinomiale il cui grado è maggiore o uguale a \(3\). A differenza delle equazioni di primo e secondo grado, non esiste una tecnica unica che permetta sempre di trovare direttamente le soluzioni. La risoluzione dipende infatti dalla struttura del polinomio e dalla capacità di ricondurre l'equazione a prodotti più semplici.

L'idea fondamentale è che un prodotto è uguale a zero se e solo se almeno uno dei suoi fattori è uguale a zero. Per questo motivo gran parte della teoria delle equazioni di grado superiore ruota attorno alla scomposizione dei polinomi.

In molti casi non si risolve l'equazione “direttamente”, ma si trasforma il polinomio in un prodotto di fattori di grado inferiore. Una volta ottenuta questa forma fattorizzata, l'equazione iniziale si spezza in equazioni più semplici, spesso di primo o secondo grado.


Indice

  • Che cos'è un'equazione di grado superiore
  • Principio di annullamento del prodotto
  • Equazioni risolvibili mediante raccoglimento
  • Equazioni risolvibili con prodotti notevoli
  • Equazioni scomponibili con Ruffini
  • Equazioni biquadratiche
  • Equazioni trinomie
  • Molteplicità delle soluzioni
  • Strategia generale di risoluzione
  • Errori da evitare

Che cos'è un'equazione di grado superiore

Si chiama equazione di grado superiore un'equazione polinomiale della forma:

\[ P(x)=0 \]

dove \(P(x)\) è un polinomio di grado maggiore o uguale a \(3\).

Per esempio:

\[ x^3-4x=0, \]

\[ x^4-5x^2+4=0, \]

\[ x^5-2x^4+x^2=0 \]

sono tutte equazioni di grado superiore.

Il grado dell'equazione coincide con il massimo esponente della variabile dopo aver ridotto tutti i termini.

Per esempio, nell'equazione:

\[ x^4-3x^2+1=0 \]

il grado è \(4\), perché il massimo esponente di \(x\) è \(4\).


Principio di annullamento del prodotto

La proprietà fondamentale utilizzata nella risoluzione delle equazioni di grado superiore è il principio di annullamento del prodotto:

\[ A\cdot B=0 \quad \Longleftrightarrow \quad A=0 \ \text{oppure} \ B=0. \]

Più in generale:

\[ A_1\cdot A_2\cdot \dots \cdot A_n=0 \]

se e solo se almeno uno dei fattori è nullo.

Questa proprietà è il cuore dell'intera teoria. Infatti, una volta scomposto il polinomio in fattori, l'equazione iniziale si trasforma in un prodotto uguale a zero.

Esempio

Risolviamo:

\[ x^3-4x=0. \]

Raccogliamo il fattore comune \(x\):

\[ x(x^2-4)=0. \]

Il polinomio \(x^2-4\) è una differenza di quadrati:

\[ x^2-4=(x-2)(x+2). \]

Otteniamo quindi:

\[ x(x-2)(x+2)=0. \]

Applichiamo ora il principio di annullamento del prodotto:

\[ x=0 \]

oppure:

\[ x-2=0 \]

oppure:

\[ x+2=0. \]

Le soluzioni sono:

\[ x=0,\qquad x=2,\qquad x=-2. \]


Equazioni risolvibili mediante raccoglimento

In molte equazioni di grado superiore il primo passo consiste nel raccogliere un fattore comune.

Esempio

Risolviamo:

\[ x^4-3x^3=0. \]

Tutti i termini contengono il fattore \(x^3\). Raccogliendolo:

\[ x^3(x-3)=0. \]

Applichiamo il principio di annullamento del prodotto:

\[ x^3=0 \]

oppure:

\[ x-3=0. \]

La prima equazione equivale a:

\[ x=0, \]

mentre la seconda fornisce:

\[ x=3. \]

Le soluzioni sono quindi:

\[ S=\{0,3\}. \]

Il raccoglimento è spesso il metodo più rapido e dovrebbe essere sempre il primo controllo da effettuare.


Equazioni risolvibili con prodotti notevoli

Molte equazioni possono essere scomposte usando i prodotti notevoli.

Esempio

Risolviamo:

\[ x^4-16=0. \]

Osserviamo che:

\[ 16=4^2. \]

Quindi:

\[ x^4-16=(x^2)^2-4^2. \]

Applichiamo la differenza di quadrati:

\[ x^4-16=(x^2-4)(x^2+4). \]

Possiamo scomporre ulteriormente:

\[ x^2-4=(x-2)(x+2). \]

Otteniamo:

\[ (x-2)(x+2)(x^2+4)=0. \]

Risolviamo le equazioni:

\[ x-2=0, \]

\[ x+2=0, \]

\[ x^2+4=0. \]

Le prime due forniscono:

\[ x=2, \qquad x=-2. \]

L'equazione:

\[ x^2+4=0 \]

non ha soluzioni reali, perché:

\[ x^2=-4 \]

è impossibile nei numeri reali.

Dunque:

\[ S=\{-2,2\}. \]


Equazioni scomponibili con Ruffini

Quando il polinomio non è immediatamente scomponibile, può essere utile cercare radici razionali e applicare la regola di Ruffini.

Esempio

Risolviamo:

\[ x^3-6x^2+11x-6=0. \]

Proviamo i divisori del termine noto \(6\):

\[ \pm1,\quad \pm2,\quad \pm3,\quad \pm6. \]

Sostituendo \(x=1\):

\[ 1-6+11-6=0. \]

Quindi \(x=1\) è una radice del polinomio.

Possiamo allora dividere il polinomio per \(x-1\) mediante Ruffini, ottenendo:

\[ x^3-6x^2+11x-6=(x-1)(x^2-5x+6). \]

Il trinomio si scompone:

\[ x^2-5x+6=(x-2)(x-3). \]

L'equazione diventa:

\[ (x-1)(x-2)(x-3)=0. \]

Le soluzioni sono:

\[ x=1,\qquad x=2,\qquad x=3. \]


Equazioni biquadratiche

Un caso particolare molto importante è quello delle equazioni biquadratiche, cioè equazioni della forma:

\[ ax^4+bx^2+c=0. \]

In queste equazioni compare soltanto \(x^4\), \(x^2\) e il termine noto.

L'idea fondamentale consiste nel porre:

\[ y=x^2. \]

In questo modo l'equazione diventa di secondo grado.

Esempio

Risolviamo:

\[ x^4-5x^2+4=0. \]

Poniamo:

\[ y=x^2. \]

Otteniamo:

\[ y^2-5y+4=0. \]

Scomponiamo:

\[ (y-1)(y-4)=0. \]

Quindi:

\[ y=1 \]

oppure:

\[ y=4. \]

Torniamo ora alla variabile \(x\):

\[ x^2=1 \]

oppure:

\[ x^2=4. \]

Risolvendo:

\[ x=\pm1, \qquad x=\pm2. \]

Le soluzioni sono:

\[ S=\{-2,-1,1,2\}. \]


Equazioni trinomie

Alcune equazioni di grado superiore hanno una struttura analoga alle equazioni di secondo grado.

Per esempio:

\[ x^6-5x^3+6=0. \]

In questo caso poniamo:

\[ y=x^3. \]

Otteniamo:

\[ y^2-5y+6=0. \]

Scomponendo:

\[ (y-2)(y-3)=0. \]

Quindi:

\[ y=2 \]

oppure:

\[ y=3. \]

Tornando alla variabile iniziale:

\[ x^3=2 \]

oppure:

\[ x^3=3. \]

Le soluzioni reali sono:

\[ x=\sqrt[3]{2}, \qquad x=\sqrt[3]{3}. \]


Molteplicità delle soluzioni

Una radice può comparire più volte nella scomposizione del polinomio.

Per esempio:

\[ (x-2)^3(x+1)=0. \]

Le soluzioni sono:

\[ x=2 \]

e:

\[ x=-1. \]

Tuttavia \(x=2\) compare tre volte nella scomposizione, quindi si dice che è una radice tripla.

La molteplicità di una radice è importante soprattutto nello studio delle funzioni polinomiali e dei grafici.


Strategia generale di risoluzione

Nella pratica conviene seguire sempre uno schema ordinato.

  1. portare tutti i termini a primo membro;
  2. raccogliere eventuali fattori comuni;
  3. riconoscere prodotti notevoli;
  4. cercare eventuali sostituzioni;
  5. applicare Ruffini se necessario;
  6. scomporre completamente il polinomio;
  7. applicare il principio di annullamento del prodotto.

L'obiettivo finale è sempre lo stesso: trasformare l'equazione in un prodotto di fattori uguale a zero.


Errori da evitare

Il primo errore consiste nel dimenticare che il principio:

\[ AB=0 \quad \Longrightarrow \quad A=0 \ \text{oppure} \ B=0 \]

vale soltanto quando il prodotto è uguale a zero.

Per esempio:

\[ AB=6 \]

non implica affatto:

\[ A=6 \qquad \text{oppure} \qquad B=6. \]

Il secondo errore consiste nel fermarsi troppo presto nella scomposizione. Per esempio:

\[ x^4-16=(x^2-4)(x^2+4) \]

non è ancora completamente scomposto, perché:

\[ x^2-4=(x-2)(x+2). \]

Il terzo errore consiste nel perdere soluzioni durante le sostituzioni. Quando si pone:

\[ y=x^2, \]

bisogna ricordare che da:

\[ x^2=4 \]

seguono due soluzioni:

\[ x=2 \qquad \text{e} \qquad x=-2. \]


Le equazioni di grado superiore non si risolvono con una formula unica, ma attraverso tecniche di scomposizione e trasformazione del polinomio.

Il principio centrale è sempre lo stesso: ridurre l'equazione a un prodotto di fattori uguale a zero e applicare il principio di annullamento del prodotto.

Per questo motivo la padronanza della fattorizzazione, dei prodotti notevoli e della regola di Ruffini è indispensabile. Le equazioni di grado superiore rappresentano infatti un punto di incontro tra algebra elementare, teoria dei polinomi e studio delle funzioni.


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