Il prodotto cartesiano è una delle costruzioni più importanti della teoria degli insiemi. Deve il suo nome a René Descartes (Cartesio), che introdusse il sistema di coordinate cartesiane, permettendo di associare a ogni punto del piano una coppia ordinata di numeri reali.
Questa operazione permette di passare dal concetto di insieme isolato alla creazione di strutture ordinate, costituendo il fondamento rigoroso per le nozioni di relazione, funzione, grafico e spazi multidimensionali.
Indice
- Definizione Formale
- Proprietà Fondamentali
- Proprietà Distributive
- Interpretazione Geometrica
- Prodotto Cartesiano di Più Insiemi
- Relazioni e Funzioni
- Un Approfondimento sulla Cardinalità
- Esercizi con Soluzioni
- Conclusione
Definizione Formale
Siano \(A\) e \(B\) due insiemi. Il prodotto cartesiano di \(A\) e \(B\), indicato con \(A \times B\), è l’insieme di tutte le possibili coppie ordinate:
\[ A \times B = \{(a, b) \mid a \in A \land b \in B\} \]
La coppia \((a, b)\) è ordinata: l’ordine delle componenti è essenziale. Vale infatti:
\[(a, b) = (c, d) \quad \iff \quad a = c \ \text{e} \ b = d\]
Esempio classico
Siano \(A = \{1, 2\}\) e \(B = \{x, y\}\). Allora:
\[ A \times B = \{(1,x), (1,y), (2,x), (2,y)\} \]

Osservazione: cos’è davvero una coppia ordinata?
A livello intuitivo, una coppia ordinata è semplicemente “due elementi messi in un certo ordine”. Ma in teoria degli insiemi, dove tutto deve essere costruito a partire dal solo concetto di insieme, occorre dare una definizione precisa. La più diffusa è quella di Kuratowski:
\[ (a, b) := \{\, \{a\},\ \{a, b\} \,\} \]
Si può dimostrare che con questa definizione vale la proprietà caratteristica \((a,b) = (c,d) \iff a = c \land b = d\), che è in fondo l’unica cosa che chiediamo a una “coppia ordinata”. Nei conti pratici questa costruzione non si usa mai: serve solo a garantire che il prodotto cartesiano sia un oggetto ben definito all’interno della teoria.
Proprietà Fondamentali
Se \(A\) e \(B\) sono insiemi finiti, la cardinalità del prodotto cartesiano è data da:
\[ |A \times B| = |A| \cdot |B| \]
Inoltre il prodotto cartesiano è vuoto esattamente quando lo è almeno uno dei due fattori:
\[ A \times B = \varnothing \quad \iff \quad A = \varnothing \ \text{oppure} \ B = \varnothing \]
In particolare \( A \times \varnothing = \varnothing \times A = \varnothing \).
In generale il prodotto cartesiano non è commutativo. Più precisamente:
\[ A \times B = B \times A \quad \iff \quad A = B \ \text{oppure} \ A = \varnothing \ \text{oppure} \ B = \varnothing \]
Vale anche una semplice monotonia rispetto all’inclusione: se \(A \subseteq A'\) e \(B \subseteq B'\), allora \(A \times B \subseteq A' \times B'\). La verifica è immediata: se \((a,b) \in A \times B\), allora \(a \in A \subseteq A'\) e \(b \in B \subseteq B'\), quindi \((a,b) \in A' \times B'\).
Proprietà Distributive
Il prodotto cartesiano è distributivo rispetto alle principali operazioni tra insiemi:
- \( A \times (B \cap C) = (A \times B) \cap (A \times C) \)
- \( A \times (B \cup C) = (A \times B) \cup (A \times C) \)
- \( A \times (B \setminus C) = (A \times B) \setminus (A \times C) \)
Dimostrazione della distributività rispetto all’intersezione. Sia \((a,x)\in A\times(B\cap C)\). Allora \(a\in A\) e \(x\in B\cap C\), cioè \(x\in B\) e \(x\in C\). Quindi \((a,x)\in A\times B\) e \((a,x)\in A\times C\), da cui \((a,x)\in (A\times B)\cap(A\times C)\).
Viceversa, sia \((a,x)\in (A\times B)\cap(A\times C)\). Allora \((a,x)\in A\times B\) e \((a,x)\in A\times C\). Dunque \(a\in A\), \(x\in B\) e \(x\in C\), quindi \(x\in B\cap C\) e \((a,x)\in A\times(B\cap C)\).
Dimostrazione della distributività rispetto all’unione. Sia \((a,x)\in A\times(B\cup C)\). Allora \(a\in A\) e \(x\in B\cup C\), cioè \(x\in B\) oppure \(x\in C\). Quindi \((a,x)\in A\times B\) oppure \((a,x)\in A\times C\), da cui \((a,x)\in (A\times B)\cup(A\times C)\).
Viceversa, sia \((a,x)\in (A\times B)\cup(A\times C)\). Allora \(a\in A\) e (\(x\in B\) oppure \(x\in C\)), quindi \(a\in A\) e \(x\in B\cup C\), cioè \((a,x)\in A\times(B\cup C)\).
Attenzione: un errore frequente
Una tentazione comune è scrivere
\[ (A \cup C) \times (B \cup D) \stackrel{?}{=} (A \times B) \cup (C \times D) \]
ma questa uguaglianza è falsa in generale. Basta un controesempio: siano \(A = C = \{1\}\), \(B = \{2\}\), \(D = \{3\}\). Allora \((A \cup C) \times (B \cup D) = \{1\} \times \{2,3\} = \{(1,2), (1,3)\}\), mentre \((A \times B) \cup (C \times D) = \{(1,2)\} \cup \{(1,3)\} = \{(1,2),(1,3)\}\). In questo caso particolare l’uguaglianza vale, ma se prendiamo \(A = \{1\}\), \(C = \{2\}\), \(B = \{3\}\), \(D = \{4\}\), otteniamo:
\[ (A \cup C) \times (B \cup D) = \{1,2\} \times \{3,4\} = \{(1,3),(1,4),(2,3),(2,4)\} \]
\[ (A \times B) \cup (C \times D) = \{(1,3)\} \cup \{(2,4)\} = \{(1,3),(2,4)\} \]
I due insiemi sono chiaramente diversi: nel primo compaiono anche le “coppie miste” \((1,4)\) e \((2,3)\). Vale invece, ed è facile da dimostrare, l’uguaglianza:
\[ (A \cap C) \times (B \cap D) = (A \times B) \cap (C \times D) \]
Interpretazione Geometrica
Quando \(A, B \subseteq \mathbb{R}\), il prodotto cartesiano \(A \times B\) corrisponde a una regione del piano cartesiano \(\mathbb{R}^2\).
Esempi
- \([0,1] \times [0,1]\) è il quadrato unitario chiuso
- \(\mathbb{R} \times \mathbb{R}\) rappresenta l’intero piano cartesiano

Prodotto Cartesiano di Più Insiemi
La definizione si estende naturalmente a più insiemi. Dati \(n\) insiemi \(A_1, \dots, A_n\):
\[ A_1 \times A_2 \times \cdots \times A_n = \{(a_1,a_2,\dots,a_n) \mid a_i \in A_i \ \forall i=1,\dots,n\} \]
In particolare, lo spazio euclideo \(n\)-dimensionale si definisce come:
\[ \mathbb{R}^n = \underbrace{\mathbb{R} \times \mathbb{R} \times \cdots \times \mathbb{R}}_{n \text{ volte}} \]
Osservazione: il prodotto è associativo?
A rigore, gli insiemi \((A \times B) \times C\) e \(A \times (B \times C)\) non sono uguali: il primo contiene elementi della forma \(((a,b),c)\), il secondo elementi della forma \((a,(b,c))\). Esiste però una corrispondenza biunivoca naturale tra i due (e con \(A \times B \times C\), inteso come insieme di triple ordinate):
\[ ((a,b),c) \ \longleftrightarrow \ (a,b,c) \ \longleftrightarrow \ (a,(b,c)) \]
Per questo motivo, nella pratica, l’associatività si dà per scontata e si scrive semplicemente \(A \times B \times C\) senza parentesi.
Relazioni e Funzioni
Una relazione tra due insiemi \(A\) e \(B\) è un sottoinsieme qualsiasi del prodotto cartesiano:
\[ R \subseteq A \times B \]
Una funzione \(f: A \to B\) è una relazione particolare che associa a ogni elemento di \(A\) esattamente un elemento di \(B\):
\[ \forall a \in A, \ \exists! \, b \in B \quad \text{tale che} \ (a,b) \in f \]
Funzioni reali di variabile reale
Una funzione \(f: \mathbb{R} \to \mathbb{R}\) può essere identificata con il suo grafico:
\[ G_f = \{(x, f(x)) \mid x \in \mathbb{R}\} \subseteq \mathbb{R} \times \mathbb{R} \]
Geometricamente, il grafico deve soddisfare il criterio della retta verticale: ogni retta verticale interseca il grafico in al più un punto.

Quante funzioni ci sono?
L’insieme di tutte le funzioni da \(A\) verso \(B\) si indica con \(B^A\). Per insiemi finiti vale la formula:
\[ |B^A| = |B|^{|A|} \]
È un bel parallelo con \(|A \times B| = |A| \cdot |B|\): nel prodotto cartesiano si scelgono due componenti, una in \(A\) e una in \(B\); nelle funzioni \(A \to B\) si sceglie un valore in \(B\) per ognuno degli \(|A|\) elementi di \(A\), da cui l’esponente.
Un Approfondimento sulla Cardinalità
Per insiemi finiti la formula \(|A \times B| = |A| \cdot |B|\) è molto intuitiva: basta contare le coppie. Per insiemi infiniti, invece, le cose sono più sottili e i risultati sono spesso sorprendenti.
Un risultato celebre di Georg Cantor afferma che esiste una corrispondenza biunivoca tra i punti di una retta e i punti di un piano:
\[ |\mathbb{R} \times \mathbb{R}| = |\mathbb{R}| \]
Detto in modo informale: il piano contiene “tanti punti quanti” una retta. Lo stesso vale per lo spazio tridimensionale, e in generale per \(\mathbb{R}^n\) con \(n \geq 1\): tutti questi insiemi hanno la stessa cardinalità, indicata con \(\mathfrak{c}\) (cardinalità del continuo).
Questo risultato è meno paradossale di quanto sembri: l’uguaglianza riguarda solo il “numero di punti” come insieme, non la dimensione geometrica o la struttura topologica. Una retta e un piano restano oggetti molto diversi dal punto di vista geometrico.
Esercizi con Soluzioni
Esercizio 1. Siano \(A = \{a, b\}\) e \(B = \{1, 2, 3\}\). Determina \(A \times B\) e la sua cardinalità.
Soluzione: \( A \times B = \{(a,1), (a,2), (a,3), (b,1), (b,2), (b,3)\} \). Cardinalità: \(|A \times B| = 2 \times 3 = 6\).
Esercizio 2. Dimostra che \(A \times B \neq B \times A\) usando \(A = \{1,2\}\) e \(B = \{3\}\).
Soluzione: \(A \times B = \{(1,3), (2,3)\}\), \(B \times A = \{(3,1), (3,2)\}\). I due insiemi sono diversi.
Esercizio 3. Sia \(A = \{1,2,3\}\). Calcola \(|A \times A \times A|\) e interpreta il risultato.
Soluzione: \( |A \times A \times A| = 3 \times 3 \times 3 = 27 \). Rappresenta tutte le possibili triple ordinate con elementi in \(\{1,2,3\}\).
Esercizio 4. Considera la relazione \(R = \{(x,y) \in \mathbb{N} \times \mathbb{N} \mid x \leq y\}\). È una funzione? Motiva la risposta.
Soluzione: No, non è una funzione. Per essere una funzione, ogni \(x \in \mathbb{N}\) dovrebbe avere un’unica immagine; invece ogni \(x\) è in relazione con infiniti valori di \(y\) (tutti i naturali maggiori o uguali a \(x\)). Ad esempio \((1,1), (1,2), (1,3) \in R\), quindi viene violata la condizione di unicità.
Esercizio 5. Determina se la seguente relazione è una funzione da \(A = \{1,2,3\}\) a \(B = \{a,b\}\): \[f = \{(1,a), (2,b), (3,a)\}\]
Soluzione: Sì, è una funzione perché ogni elemento di \(A\) è associato a esattamente un elemento di \(B\).
Esercizio 6. Dimostra che \( (A \cap C) \times (B \cap D) = (A \times B) \cap (C \times D) \).
Soluzione: Sia \((x,y) \in (A \cap C) \times (B \cap D)\). Allora \(x \in A \cap C\) e \(y \in B \cap D\), cioè \(x \in A\), \(x \in C\), \(y \in B\), \(y \in D\). Quindi \((x,y) \in A \times B\) e \((x,y) \in C \times D\), da cui \((x,y) \in (A \times B) \cap (C \times D)\). Viceversa, se \((x,y) \in (A \times B) \cap (C \times D)\), allora \(x \in A\), \(y \in B\), \(x \in C\), \(y \in D\); dunque \(x \in A \cap C\), \(y \in B \cap D\), e quindi \((x,y) \in (A \cap C) \times (B \cap D)\).
Esercizio 7. Trova un controesempio per mostrare che, in generale, \( (A \cup C) \times (B \cup D) \neq (A \times B) \cup (C \times D) \).
Soluzione: Prendiamo \(A = \{1\}\), \(B = \{2\}\), \(C = \{3\}\), \(D = \{4\}\). Allora \((A \cup C) \times (B \cup D) = \{1,3\} \times \{2,4\} = \{(1,2),(1,4),(3,2),(3,4)\}\), mentre \((A \times B) \cup (C \times D) = \{(1,2),(3,4)\}\). Le coppie “miste” \((1,4)\) e \((3,2)\) appartengono al primo insieme ma non al secondo.
Esercizio 8. Siano \(A, B, C\) insiemi con \(A \neq \varnothing\). Dimostra che, se \(A \times B = A \times C\), allora \(B = C\).
Soluzione: Mostriamo \(B \subseteq C\) (l’altra inclusione è simmetrica). Sia \(b \in B\). Poiché \(A \neq \varnothing\), esiste \(a \in A\), quindi \((a,b) \in A \times B\). Per ipotesi \(A \times B = A \times C\), dunque \((a,b) \in A \times C\), cioè \(b \in C\). L’ipotesi \(A \neq \varnothing\) è essenziale: se \(A = \varnothing\), allora \(A \times B = A \times C = \varnothing\) per qualsiasi \(B\) e \(C\), e la conclusione è falsa.
Conclusione
Il prodotto cartesiano è molto più di una semplice operazione sugli insiemi: è lo strumento fondamentale che permette di costruire in modo rigoroso i concetti di relazione, funzione e spazio geometrico. Grazie a questa costruzione, la matematica moderna riesce a passare dall’idea di “insieme” alla ricchezza delle strutture che usiamo quotidianamente in analisi, algebra e geometria.